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martedì, Settembre 28, 2021
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Manifesto D’Artista – “Saint John da Liverpool”

10.00

Autore: Massimo Pasca
Formato: 70X100
Carta: 250g Patinata Lucida

“Storia di ecologia, coscienza e surreltà”, il manifesto “celebrativo” dell’edizione 2013 il primo manifesto d’artista del SEI, è un’opera dell’artista salentino Massimo Pasca.
«C’era una volta un cantante di una famosa band. Nel suo periodo migliore aveva i capelli lunghi e la barba», sottolinea l’autore. «A un certo punto della sua carriera disse: “Siamo più popolari di Gesù Cristo. Non so chi morirà per primo. Il Rock and Roll o il Cristianesimo”. Morì prima lui, a testimonianza che a portarsi merda da soli ci vuol poco.
Se i mostri sacri e il sacro si incontrano nell’arte, possono rinascere magari venendo a trovarci qui nel Sud Est d’Italia, il posto più surreale che ci sia», sottolinea Pasca. «John Lennon e Gesù sono tornati venendo fuori dai miei pennarelli. Questo cantante miracoloso è approdato con il suo sottomarino giallo sul Mar Adriatico accolto da un santo locale (San Giuseppe da Copertino), rigorosamente provvisto di mascherina antigas (sai com’è, qui lui ci deve stare). E appena sbarcato è stato sparato (e son già due volte) ai polmoni da un grosso cannone a fasce bianche e rosse».
La contraddizione di un territorio, amato per la natura rigogliosa e accecante, per il mare meraviglioso ma poi allo stesso tempo avvelenato da mostri inquinanti.
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Descrizione

Autore: Massimo Pasca
Formato: 70X100
Carta: 250g Patinata Lucida

“Storia di ecologia, coscienza e surreltà”, il manifesto “celebrativo” dell’edizione 2013 il primo manifesto d’artista del SEI, è un’opera dell’artista salentino Massimo Pasca.
«C’era una volta un cantante di una famosa band. Nel suo periodo migliore aveva i capelli lunghi e la barba», sottolinea l’autore. «A un certo punto della sua carriera disse: “Siamo più popolari di Gesù Cristo. Non so chi morirà per primo. Il Rock and Roll o il Cristianesimo”. Morì prima lui, a testimonianza che a portarsi merda da soli ci vuol poco.
Se i mostri sacri e il sacro si incontrano nell’arte, possono rinascere magari venendo a trovarci qui nel Sud Est d’Italia, il posto più surreale che ci sia», sottolinea Pasca. «John Lennon e Gesù sono tornati venendo fuori dai miei pennarelli. Questo cantante miracoloso è approdato con il suo sottomarino giallo sul Mar Adriatico accolto da un santo locale (San Giuseppe da Copertino), rigorosamente provvisto di mascherina antigas (sai com’è, qui lui ci deve stare). E appena sbarcato è stato sparato (e son già due volte) ai polmoni da un grosso cannone a fasce bianche e rosse».
La contraddizione di un territorio, amato per la natura rigogliosa e accecante, per il mare meraviglioso ma poi allo stesso tempo avvelenato da mostri inquinanti.
Massimo Pasca  nasce in Salento nel 1974. Nel 1993 è stato tra i primi a portare sulle coste del pugliesi il concetto di live painting. Ha dipinto per collezionisti privati, istituzioni, centri sociali, cineclub, teatri, musicisti, per la moda, e i suoi disegni sono finiti su maglie, borse e copertine di dischi. Trasferitosi a studiare a Pisa nel 1994 si laurea in Conservazione dei Beni Culturali con una tesi su Pier Paolo Pasolini. Ha continuato questa attività portandola in tutta Italia, sperimentando dall’astratto al surrealismo fino alla pop art influenzata dal mondo dei fumetti, la maggior parte delle volte dipingendo con numerosi musicisti come Negrita, Piero Pelù, Bandabardò, Roy Paci, Cor Veleno (durante il concerto “Scartati” a Pratovecchio) e sul palco con Ebony Bones, Marta sui Tubi, Luci della Centrale Elettrica, Tommaso Novi, Andrea Mi, Francesco del Prete, Joy Cut, Max Nocco. Dopo venti anni passati a Pisa  nel 2012 ritorna a Lecce.