“MERCE FUNEBRE”, IL DISCO SARCASTICO E PUNGENTE DI TUTTIFENOMENI

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Sabato 21 Agosto sul palco del Sei Festival TuttiFenomeni (Ingresso 13 euro- Prevendite nel circuito Dice.fm -> http://bit.ly/SEI_TuttiFenomeni), un frullatore post-tutto, una linea temporale scomposta che mischia canzone d’autore e sonorità fresche e attuali, citazioni alte e voli pindarici – e voluti – nel trash. Tutti Fenomeni cambia le regole del gioco, è la canzone che non ti aspetti, la musica che diventerà di moda tra un paio d’anni. Tutto e il contrario di tutto. “Merce Funebre” ha confermato il giovane Giorgio Quarzo Guarascio come uno degli artisti più originali e unici della scena. Le successive canzoni “Parlami di Dio” e “Faccia Tosta” (prodotte come l’album d’esordio da Niccolò Contessa) non hanno fatto altro che suggerire ulteriormente che la rivoluzione è alle porte, mentre da pochissimo è uscito anche un suo contributo in Manifesto, l’antologia curata da Jacopo Barison ed edita da Fandango.

“Merce Funebre” è un disco cinico, un po’ sarcastico e pieno di critiche sociali, ma a differenza dei dissing a cui siamo abituati negli ultimi anni, tu non te la prendi troppo con i tuoi colleghi, bensì con i pensieri e i modi di fare di quelli che poi dovrebbero essere i tuoi ascoltatori (es. “Voglio incidere solo dischi brutti così sarò sicuro di piacere a tutti” ).

Sempre sotto forma di battuta però, perchè se poi non ridi sembra un dissing, però se ridi diventa sarcastico e cinico come hai detto tu.

“Parlami di Dio” , così come “Faccia Tosta” e il disco Merce Funebre, è stato prodotto da Niccolò Contessa. Raccontaci com’è nata la collaborazione con lui?

La collaborazione è nata casualmente, lui mi scrisse un messaggio, mi contattò per farmi i complimenti e io  – senza sapere che lui fosse interessato a produrmi, anzi, nemmeno sapevo fosse un produttore, sapevo fosse un cantante – gli ho detto che l’avrei voluto incontrare per fargli sentire le cose su cui lavoravo e mi ha tirato dentro al suo mondo. Ne sarò sempre grato comunque vada perché mi ha fatto fare di sicuro un salto di livello e di confidenza non indifferente almeno per quelli che erano i miei mezzi prima di conoscerlo.

Hai studiato per due anni Filosofia. Mi hanno spesso detto che la filosofia è “quella cosa con la quale e senza la quale tutto rimane tale e quale.” Quanto sei rimasto tale e quale da quando ti sei avvicinato nello studio della filosofia? Quanto di questo percorso hai portato nella tua musica?

Aver fatto solo due anni la dice lunga su quanto possa avermi influenzato, mi ha più influenzato il lasciare filosofia. Però dopo anni che mi sono dedicato alla musica e ai miei interessi sto studianto molto di più di quando ero all’università, quindi poi mi è scattato dentro qualcosa. Quindi alla fine mi ha influenzato moltissimo, però i due anni iniziali sono stati più conflittuali che altro.

Qual è il tuo esistenzialista preferito? 

Heidegger è uno di quelli che ho studiato di più, anche Nietzsche è uno di quelli che mi ha influenzato, ho fatto esami su Adorno su estetica e letteratura che mi hanno influenzato molto dal punto di vista testuale perché mi hanno spoilerato i più grandi capolavori letterari dell’800 e del ‘900 che mi hanno fatto attingere ad un bagaglio di frasi e di ispirazioni non indifferente.

Pronto per il tuo primo Tour?

Per me sarà una cosa del tutto inedita perché il mio tour sarebbe dovuto partire il 12 marzo 2020, ovvero il primo giorno di lockdown, quindi sono molto contento. Spero che l’ordinamento farà si che non si dovrà stare seduti con la mascherina. Non sono mai stato a Lecce quindi vengo anche molto volentieri in Puglia. Io sono anche mezzo calabrese quindi amo i cugini pugliesi.