LO ZAPPING MUSICALE DI “CANALE PAESAGGI” DEI POST NEBBIA

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Venerdì 13 Agosto (Prevendite nel circuito Dice.fm -> https://bit.ly/InudePNgli spazi del Castello Volante ospiteranno un’altra data del Sei Festival che porterà sul palco i Post Nebbia, una band della nuova scena Padovana nata dall’immaginario psichedelico di Carlo Corbellini, classe ‘99. Dopo l’uscita dei singoli (‘Televendite di quadri’, ‘Vietnam’ e ‘Persone di Vetro’) il 23 ottobre è uscito ‘Canale Paesaggi’ per Dischi Sotterranei/La Tempesta. “La prima notizia trasmessa riportava la regata storica di Venezia. Da segnalare la notizia della morte ed il funerale del leader sovietico Iosif Stalin, caratterizzato da un filmato di repertorio non relativo all’evento in quanto nel corteo si nota proprio il dittatore”. Prima del concerto sulle terrazze del castello si terrà la presentazione del libro  (Ingresso libero fino a esaurimento posti) Romantic Italia: di cosa parliamo quando cantiamo d’amore (Minimux Fax) di Giulia Cavaliere.

Col vostro album “Canale Paesaggi” avete descritto quella che poteva essere la giornata-tipo di una persona durante la pandemia (tipo Televendite di Quadri uscita il 6 marzo 2020, proprio a ridosso del lockdown).

CARLO: Si abbiamo fatto un release party in centro a Padova che è stato l’ultimo weekend di pazzie per un sacco di tempo. Ci siamo molto divertiti però poi ci hanno chiusi in casa.

“Situazione di stasi” che si è rivelata profetica poi durante tutto il periodo della pandemia… ci avete fatto caso anche voi?

C. Ci abbiamo fatto abbastanza caso, il mood claustrofobico del disco si è effettivamente concretizzato nella realtà e non è stata una cosa di cui sono particolarmente contento (ride ndr.)

La vostra musica è un trip misto tra sperimentazione e propensione verso lo psichedelico. Come nascono gli arrangiamenti dei vostri brani?  

C. I nostri arrangiamenti nascono su Ableton. Ho imparato a produrre con una base da beatmaker hip hop che è il modo più facile per iniziare. Io sostanzialmente creo un loop, quando mi gasa e posso ascoltarlo anche per tre ore di fila poi ci tiro fuori una canzone. Di base questo è stato il mio criterio fino a “Canale Paesaggi”, adesso sto provando a schiodarmi da questa struttura però tendenzialmente i nostri pezzi sono sempre nati seguendo questa dinamica.

Ricordiamo che tu hai prodotto una canzone del nuovo album di Frah Quintale, intitolata “Pianeta 6”, in cui si sente molto la tua identità stilistica.

C. Il beat di partenza era mio, poi con Ceri, anche per omologarlo al resto del disco sono state fatte delle aggiunte più in stile Frah Quintale, però diciamo che il beat di partenza era mio quindi si, si sente dai.

“Veneto d’estate”, il vostro ultimo singolo, ha un ritornello che richiama “Vento d’estate” di Niccolò Fabi e Max Gazzè, come mai questa scelta?

C. Quella in realtà è stata un’idea di Nico La Onda (featuring del brano NdR.), ha scritto lui il ritornello. Io in realtà non conoscevo neanche il pezzo, però l’ho scoperto facendo praticamente la citazione. La trovo una scelta divertente, anche il ritornello è quasi parodistico, non c’era l’intenzione di nascondere la citazione.

In questo album la televisione, in particolare programmi come televendite e telegiornali locali, vengono utilizzati come uno strumento musicale. Cos’è che ti ha affascinato così tanto della TV a tal punto da dedicarci un intero progetto?

C. Non so spiegarti cos’è che mi attrae così tanto. Sono cresciuto con mio fratello che a volte si guardava le televendite e ridevamo assai. Le faccio vedere anche ai miei amici quando vengono a casa mia e non abbiamo niente da fare. In generale se tu vai da un canale al di sopra del 50 trovi sempre delle robe fuori di testa, è veramente un livello immediato di pazzia. Poi è una pazzia anche un po’ raccapricciante, credo siano delle realtà molto tristi. Un po’ ridi ma in fondo sai che c’è tanta desolazione.

Ci consigli 3 album per avvicinarci al vostro genere?

C. Lonerism dei Tame Impala abbastanza telefonato. Poi ti direi due dischi di Madlib: uno è Madvillain dal quale non mi vergogno di dire che ho totalmente rubato tutti gli inserimenti e i suoni che c’erano alla fine delle canzoni, e l’ultimo è Pinata di Freddie Gibbs e Madlib nel quale ci sono dei sample allucinanti che danno una profondità cinematografica, è uno dei miei dischi preferiti.

Il claim del SEI Festival di quest’anno è #wecanbeheroes, in che modo un artista può essere un eroe in questo periodo?

C. Semplicemente facendo musica. Credo che, in un paese come l’Italia, riuscire ad arrivare alle persone e portare in giro le proprie cose sia un atto abbastanza eroico.

Soprattutto a fronte dei guadagni che ci sono che non sono mai stati chissà che cosa, ma più si va avanti più si sgretolano.