NON SOLO MUSICA: IL RICCO CALENDARIO DELLE PRESENTAZIONI DI LIBRI TARGATE SEI FESTIVAL

216

Domenica 11 luglio – ore 19:30
Castello Volante – Corigliano d’Otranto (Le)
Ingresso libero fino a esaurimento posti
Patrizia Caffiero
Il Pianeta delle Occasioni Perdute
Musicaos Editore

Sul Pianeta delle Occasioni Perdute non si giunge per caso. I terrestri che decidono di andarci, da dovunque provengano, lo fanno con la consapevolezza che lì soltanto avranno l’opportunità di vivere un’esperienza unica, senza limiti, dai meandri del proprio passato e oltre, fino al più recondito e sconosciuto futuro. Iris, la «teratopoli» del pianeta, attrae e affascina, i suoi abitanti sembrano essere gli ultimi rimasti con una predilezione naturale per il dialogo e la comprensione. Chi visita il Pianeta sa che l’occasione che potrà vivere sarà la chance di una vita. «Il Pianeta delle Occasioni Perdute» è una raccolta di racconti fantascientifici, la cui ambientazione in epoche differenti e con personaggi che ricorrono, costituisce lo scenario per un romanzo diffuso: chef interstellari, predatori delle galassie, poeti, amanti, forme di vita extraterrestre, artigiani dello spazio. Patrizia Caffiero ha dato vita a un universo con una lingua nuova, popolandolo di storie, personaggi, evoluzioni in corso, costruendo un’epica degna dei maestri del genere, avventurando il lettore in molteplici viaggi e facendoci vivere un futuro poetico e sorprendente.

Patrizia Caffiero, nata e vissuta a Lecce fino al 1996, si è trasferita prima a Ferrara, poi a Bologna, e dal 2006 ad Anzola dell’Emilia dove lavora al Servizio cultura del Comune. È laureata in Lettere e Filosofia (Università del Salento) con una laurea dal titolo “Pasolini e il Potere. Linee per un’interpretazione storico-politica.” S’interessa di cinema, teatro, letteratura; fra i suoi scrittori preferiti Maeve Brennan, Truman Capote, Henry James, Marguerite Yourcenar, Paul Auster, Ray Bradbury, Juan Rulfo, Stephen King. Il suo film preferito è “Prima della pioggia” di Milčo Mančevski. È telefilm addicted, in particolare delle serie tv “I Soprano” e “Dottor Who”. Ha pubblicato per Miraviglia editore, nel 2007, il romanzo “Guarda che prima o poi Dio si stancherà di te”; per Fernandel, un racconto per l’antologia “Quote rosa” (2007) e un racconto per l’antologia “Fobieril – soluzione MANIAzina” (Jar Edizioni) nel 2009. Nel 2017 è uscita la raccolta di racconti “Incredibili vite nascoste nei libri” per Musicaos editore. Uno dei racconti ha ispirato nel 2019 il cortometraggio “La prima colazione”, scritto e realizzato da Marco Pappalardo, interpretato tra gli altri dalla stessa autrice. Ha appena terminato il suo primo romanzo (una ghost story) in collaborazione con la Scuola di Scrittura Omero di Roma e collabora dal 2019 con la compagnia teatrale “Macellerie Pasolini” di Bologna diretta dal regista Ennio Ruffolo, per cui ha scritto, con Mila Marchesini e Alice Manzini, il testo teatrale ispirato a “Querelle de Brest” di Jean Genet e al film omonimo di Rainer Werner Fassbinder, e la drammaturgia della performance itinerante “Ape Car”. Il suo blog letterario “Prima della pioggia” è visitabile all’indirizzo: testiappuntinotedablogs.wordpress.com.

Venerdì 16 luglio – ore 20:30
Castello Volante – Corigliano d’Otranto (Le)
Ingresso libero fino a esaurimento posti
Graziano Gala
Sangue di Giuda
Minimum Fax

«L’altra sera s’hann arrubbato ’o televisore». Comincia così questa storia, con una sparizione, proprio mentre Pippo Baudo riempiva lo schermo. Le stanze, di colpo, «si sono messe tutte a sudare», e all’improvviso è scoppiato il silenzio. A raccontarlo a un commissario, nella sua lingua sgrammaticata, un misto sporco tra pugliese e campano, è Giuda o Giudariè, un vecchio che abita nel mezzo di un paese qualunque del meridione, Merulana. Oltre che con quel televisore, Giuda condivide la sua solitudine con Ammonio, un gatto dalla vescica ballerina, e con il fantasma del padre, che è ancora arrabbiato con lui e non perde occasione per terrorizzarlo. È stato proprio questo padre manesco e sregolato a cambiargli il nome di battesimo, compromettendone l’esistenza e imprimendogli a sangue questa nuova e infamante identità da delatore. Ora, a cinquant’anni di distanza, il furto del Mivar restituisce Giuda alla stessa strada della sua infanzia e ai suoi traffici eterni, agli insulti e alle compassioni, alla sua umanità violenta, derelitta e disperata. Da qui inizierà la sua discesa nel regno delle anime notturne e soltanto alla fine di questo lungo viaggio, cantato con amara ironia nell’epica popolare del dialetto, il protagonista potrà finalmente recuperare, a un prezzo altissimo, un po’ della sua dignità usurpata e, forse, il nome perduto. Graziano Gala è nato a Tricase, in provincia di Lecce. Vive e lavora come professore precario in provincia di Milano. È autore di racconti pubblicati su riviste e litblog. Sangue di Giuda è il suo primo romanzo.

 

Giovedì 5 agosto – ore 20:30
Castello Volante – Corigliano d’Otranto (Le)
Ingresso libero fino a esaurimento posti

Mattia zecca
Lo capisce anche un bambino
Feltrinelli

“Un figlio è sempre una scoperta che muta la geografia del tuo mondo”. E il mondo che questo libro invita a esplorare è quello raccontato dalla voce di un padre, ma osservato con gli occhi di Lorenzo e Martino, due bimbi che condividono la stessa cameretta, la stessa storia di amore, determinazione e cura e, soprattutto, gli stessi genitori: papà Mattia e papà Nicola. È la storia vera, insomma, di una famiglia come le altre: una famiglia felice che, convinta di essere trasparente, una tra le tante, scopre invece di essere invisibile. Perché se l’amore ignora sempre le leggi della fisica e della biologia, la legge talvolta ignora l’amore. A Lorenzo e Martino, infatti, che di genitori ne hanno due, l’ordinamento italiano ne riconosce solo uno per ciascuno. L’altro, per le istituzioni, non è che un mero convivente. Lorenzo e Martino, per la legge italiana, non sono fratelli. “Per il nostro Paese noi siamo quattro simpatici coinquilini che si vogliono tanto bene e che, se trovassero un buon portiere, potrebbero formare un’ottima squadra di calcetto a cinque. Se solo papà Mattia e papà Nicola sapessero giocare a pallone. è questo, il problema”. Con una scrittura delicata e profonda, Mattia Zecca racconta una storia personale ma anche collettiva, che ci riguarda come figli prima ancora che come genitori, nel nostro diritto assoluto di essere visti per quello che siamo. E, in fondo, getta luce sull’unico senso intimo e universale del desiderio di costruire una famiglia: “Essere genitori è prima di tutto un’occasione: quella di essere i bambini che non siamo mai stati, o che non siamo stati abbastanza, o che non siamo stati come avremmo realmente potuto o desiderato. Essere genitori vorrebbe dire, insomma, tornare bambini, ma imparando a esserlo meglio”. Due papà, due figli: questa è la fantastica storia vera di una famiglia felice per natura, ma invisibile per legge. Mattia Zecca è nato a Lecce nel 1984. È un avvocato e vive a Roma. Questo è il suo primo libro.

Venerdì 6 agosto – ore 20:30
Castello Volante – Corigliano d’Otranto (Le)
Ingresso libero fino a esaurimento posti
Doriana Tozzi
B-side. L’altro lato delle canzoni
Arcana Edizioni

Quante volte capita, ascoltando una canzone, di immaginare nella nostra mente la storia che quei versi raccontano, delineando magari nettamente i volti dei personaggi, ambientandoli in scenografie ben definite e rendendo insomma quella canzone un piccolo film tutto nostro? L’immenso potere della musica non si consuma nei pochi minuti in cui i brani vengono trasmessi alle nostre orecchie ma continua ogni qual volta le emozioni e le immagini che trasmettono le canzoni prendono forma e vita attraverso di noi. Questo mondo parallelo, il mondo della musica, è identificato con B-Side: reale nella sua surrealtà, dettagliato nonostante i dettagli siano diversi in base a chi ascolta, B-Side è “l’altro lato delle canzoni”, il lato nascosto a cui ha accesso soltanto la nostra mente. È lì che possiamo incontrare davvero i personaggi cantati dai nostri artisti preferiti, è lì che possiamo condividere ogni volta le loro storie, ridere con loro, piangere con loro, sognare con loro… Ed è lì che possiamo toccare, vedere, odorare, gustare e non più solo ascoltare le nostre canzoni: è lì che possiamo davvero viverle sulla nostra pelle. Uno dei “portali” verso questo mondo è aperto dai racconti di Doriana Tozzi, che in questo volume (sottotitolato “Autunno”, in riferimento a una futura tetralogia delle stagioni che si inaugura con questo volume dedicato al rock alternativo italiano) ha rivestito brani di Afterhours, Verdena, Marlene Kuntz, Perturbazione, Diaframma, Ministri, Baustelle, FASK, Zen Circus e molti altri con storie a volte fantastiche e altre volte quotidiane, a volte ispirate al passato e altre ambientate in un futuro immaginario. Le canzoni sembrano prendere forma leggendo queste pagine scritte con passione e rispetto per gli artisti coinvolti ma anche senza limite alcuno alla fantasia, per intraprendere un viaggio fantastico verso B-Side, il pianeta della musica. Al ritorno forse non saremo più gli stessi, perché la musica può davvero trasformarci e trasformare il mondo intorno a noi.

Doriana Tozzi, scrittrice e critico musicale, laureata in Scienze dei Beni Storico-Artistici, Musicali, Cinematografici e Teatrali presso l’Università degli Studi di Siena con una tesi sul metal sinfonico, ha conseguito un master in “Nuovi e antichi linguaggi musicali” presso il Conservatorio “Niccolò Piccinni” di Bari e si occupa di musica dal 2002. Dirige I Think Magazine e scrive per Rockit, Rumore e L’Isola che non c’era.

 

Domenica 8 agosto – ore 20:30
Castello Volante – Corigliano d’Otranto (Le)
Ingresso libero fino a esaurimento posti
Walter Spennato
Piccole storie finite male
Salento Books

Piccole storie finite male chiude la quadrilogia dedicata ai piccoli omicidi “del cazzo”, agli omicidi commessi con la penna per “futili” motivi. Infatti, nel discorso finale l’autore promette che cambierà, che non ammazzerà più nessuno. Giura che metterà a posto la pistola, che la riporrà per sempre in un cassetto. Ma la penna no! Continuerà a usarla. È una promessa? No, è un avvertimento! Questo è un libro molto particolare perché l’autore lo ha concepito pensando a un vinile o a una vecchia musicassetta L’autore immagina i suoi racconti come se fossero delle “tracce” musicali, per questo motivo le dispone sui due lati del libro. Per cui, una volta terminata la lettura dei racconti presenti nel lato A è sufficiente girare il libro, capovolgerlo e proseguire la lettura delle “piccole storie” raccolte nel lato B.

 

Giovedì 12 agosto – ore 20:30
Castello Volante – Corigliano d’Otranto (Le)
Ingresso libero fino a esaurimento posti
Vincenzo Santoro

Il tarantismo mediterraneo. Una cartografia culturale
Itinerarti

 

A sessant’anni dalla pubblicazione della Terra del rimorso, celebre monografia che Ernesto de Martino dedicò al fenomeno, nel confronto con le acquisizioni delle ricerche più recenti, il volume intende tracciare i confini di una cartografia storica del tarantismo mediterraneo, perché è proprio sulle rive di questo mare antico, e in particolare sulle sponde occidentali, che tale “istituto culturale” sembra avere la sua prevalente area di diffusione, secondo un movimento che si realizza a partire dal XVII secolo, coinvolgendo, dalle origini pugliesi, tutto il Sud d’Italia, le grandi Isole e la Spagna. Un viaggio affascinante lungo le coste di un mare che si conferma elemento di connessione e propagazione di culture. Una rete rituale mediterranea che dal tarantismo eclettico delle fonti antiche giunge alla formazione di uno stereotipo etnico, attraversando l’esteso interesse che il morso della tarantola e i suoi effetti sorprendenti hanno suscitato e continuano a produrre: particolare ed esemplare caso della risposta dell’uomo ai continui accidenti che la natura gli procura.

Il volume  è legato per genesi e temi ai Percorsi del tarantismo mediterraneo, pubblicato contestualmente dallo stesso editore, con interventi di Sergio Bonanzinga, Il tarantismo siciliano; Goffredo Plastino, Sul tarantismo in Calabria; Marco Lutzu, Musiche e danze nell’argismo sardo e Gino L. Di Mitri, Percezioni multisensoriali e teatro della possessione nel tarantismo d’età barocca.


Venerdì 13 agosto – ore 20:30
Castello Volante – Corigliano d’Otranto
Ingresso libero fino a esaurimento posti

Giulia Cavaliere

Romantic Italia: di cosa parliamo quando cantiamo d’amore
Minimux Fax

Romantic Italia racconta le canzoni italiane che hanno esplorato, in modi diversi e originali, le molteplici forme dell’amore. Un lungo viaggio musicale dentro la storia, il costume e i sentimenti italiani che comincia negli anni Cinquanta dei primi Festival di Sanremo trasmessi alla radio e arriva al presente dei video autoprodotti e caricati su YouTube. Giulia Cavaliere ripercorre i pezzi degli artisti più noti della nostra tradizione – dai grandi classici come Modugno, Mina, Tenco e Baglioni ai fenomeni più recenti come Baustelle e Liberato – rappresentati di volta in volta da perle nascoste o da brani notissimi che subito risuonano dentro il lettore. La sua «playlist» dà però il giusto spazio anche ad autori come Piero Ciampi, Umberto Bindi e Sergio Endrigo che hanno scritto canzoni meravigliose ma non hanno raccolto tutto il successo che meritavano. Romantic Italia è un appassionato invito all’ascolto e alla comprensione anche di quella «musica leggera» che la critica italiana ha forse troppo a lungo ignorato. È tempo di riappropriarsi delle canzoni d’amore, senza eccessiva nostalgia né banali ironie, e di raccontare una storia ricchissima, emozionante e collettiva.

Giulia Cavaliere, critica musicale, da anni dedica particolare attenzione alla canzone italiana. Ha scritto per Rolling Stone Italia, IL Magazine, Linus, Esquire Italia e Il Mucchio Selvaggio.

 

Martedì 17 agosto – ore 20:30
Castello Volante – Corigliano d’Otranto
Ingresso libero fino a esaurimento posti

Stefano Cristante, Angelo Di Cerbo, Giulio Spinucci
La rivolta dello stile
Derive Approdi

Questo libro offre gli strumenti per comprendere le espressioni della radicalità fondate sullo stile che, a partire dagli anni Ottanta, si affermano in Gran Bretagna e via via attraversano il continente europeo, e non solo. È il 1983 quando viene pubblicata la prima edizione del libro La rivolta dello stile, con il quale si pone in Italia l’urgenza di capire le culture giovanili degli anni Novanta, gli eredi dei Ted Boy, degli Skinhead, dei Mod, dei Punk. Dal Centre for Contemporary Cultural Studies di Birmingham, il primo centro di ricerca rivolto all’indagine delle subculture, nel corso dei decenni si afferma una corrente di studio capace di leggere l’antagonismo simbolico e la critica della cultura dominante che trova espressione nello street style, nella creatività, nelle forme artistiche. Questo libro continua a offrire gli strumenti per comprendere le espressioni della radicalità fondate sullo stile che, a partire dagli anni Ottanta, si affermano in Gran Bretagna e via via attraversano il continente europeo, e non solo. Attraverso testimonianze dirette, materiali unici e interpretazioni critiche, il libro racconta le esperienze di una gioventù ribelle che nella moda, nella musica e nella creatività va alla ricerca di forme di aggregazione che sono ancora le nostre.

 

 

Venerdì 20 agosto – ore 20:30
Castello Volante – Corigliano d’Otranto
Ingresso libero fino a esaurimento posti
Le poete della Beat. Poesie d’amore e contro la guerra.

Reading e antologia a cura di Collettiva edizioni indipendenti
Interverranno Cristina Carlà, Simona Cleopazzo, Simona De Carlo, Serena Gatto, Elisabetta Liguori, Mauro Marino Teresa Musca, Stefania Pati.

Della Beat Generation ricordiamo sempre gli uomini: da Jack Kerouac a Lawrence Ferlinghetti, da Gregory Corso ad Allen Ginsberg. “Le poete della Beat”, ha l’intento di ritrovare e diffondere la parola poetica delle donne che hanno attraversato quegli anni caldi, spesso con risultati molto significativi, eppure rimasti quasi del tutto schiacciati dalla componente maschile del movimento, l’unica che ancora oggi ricordiamo in modo pressoché esclusivo, oggi ci siamo decise a farne una pubblicazione. Un’antologia con le nostre recensioni.

Eppure tra loro ci sono anche molte donne che hanno scritto, raccontato, viaggiato. Noi le leggiamo! Da Lenore Kandel a Diane Di Prima, da Anne Waldman a Janine Pommy Vega…

 

Sabato 21 agosto – ore 20:30
Castello Volante – Corigliano d’Otranto
Ingresso libero fino a esaurimento posti


Antonio Palumbo
La lunga partenza
Musicaos

“C’è in queste pagine incandescenti un corpo ferito che «si ritira dal mondo», si stacca in un a parte dalla folla e come l’animale in punto di morte cerca il buco in cui «passare». Il corpo sanguina e mostra le piaghe, ma se ne sta in scena senza cadere mai nell’osceno. Nell’epoca della pornografia il poeta evita la trasparenza. C’è un corpo che si scorpora, allontanandosi dal «coro senza core» e finendo murato nei labirinti di una feroce solitudine. Nello svincolo di un’interminabile partenza/assenza, temprandosi nell’isolamento di un palcoscenico privato, dove si perde sangue come sopra un «tagliere», l’Io non rinuncia all’ipotesi di un Tu, pressante, a volte presente, spesso l’Assente con cui dialogare, in cui trovare un senso alla natura del tempo. Il corpo «inerme» senza il coro, in un aldiquà di muri e varchi impossibili (forse si passa solo attraverso la propria carne), nei vortici di un moto in cerca di spiragli, in un corpo a corpo con le parole (ape impastata di polline), in tentativi di volo, in un velo di echi palesi o nella trama, da Dante a Hölderlin, da Montale a Celan, da Caproni a Nick Cave e altri ancora, in arguzie e calembour e giochi tragici di vocaboli, prova come il principe Gilgameš orrore per il «verme» che incombe in esergo e in clausola, a disegnare il circolo inesorabile di produzione e distruzione, ingresso e separazione. Ed eccoci, nonostante le fughe, nelle spirali del tempo che è partenza perenne e ininterrotto, implacabile addio.” dalla postfazione di Antonio De Rosa

Antonio Palumbo, nato nel 1980, si laurea in Conservazione dei Beni Culturali presso l’Università del Salento. Giovanissimo e per lungo periodo ha fatto parte della compagnia Astragali Teatro. Nel 2015 realizza il suo primo lavoro come regista e attore, WAITING FOR JOB, resistere è amare ancora, riscrittura originale ispirata alla figura di Giobbe con cui vince STRABISMI FESTIVAL 2016. Del 2017 lo ‘studio’ DE AMICITIA, un altro passo verso la cecità del cuore. Attualmente si dedica ad un lavoro di messa in scena a partire da Beckett.

 

Domenica 22 agosto – ore 20:30
Castello Volante – Corigliano d’Otranto
Ingresso libero fino a esaurimento posti

Cristò
Uno su Infinito
Terrarossa Edizioni

Quante probabilità ha un racconto di venir pubblicato da tre editori diversi in otto anni? Senza dubbio davvero poche, eppure Uno su infinito era già uscito con il titolo That’s (im)possible prima per caratterimobili e poi per Intermezzi, ma non ha ancora perso nulla della sua capacità di indagare il desiderio umano di illudersi. Non è però solo la storia di una lotteria che lentamente si trasforma in un fenomeno planetario, ma è anche il canto folle e rivoluzionario del suo ideatore Bruno Marinetti, un faretto puntato sul momento di celebrità o in cui la realtà si sfrangia nel sogno dei tanti personaggi che si raccontano dinanzi a una telecamera. Cristò lavora in una libreria, suona il pianoforte e ha pubblicato diversi romanzi; tra gli ultimi, con Neo Edizioni La carne e con TerraRossa Edizioni Restiamo così quando ve ne andate e La meravigliosa lampada di Paolo Lunare (in corso di traduzione in Francia, Belgio, Cile e Argentina). Suoi contributi sono apparsi su «la Repubblica», alfabeta2, Artribune e minima&moralia.

Lettore ideale: chi vuol cambiar vita e chi l’ha già fatto senza accorgersene; chi ama scommettere e inseguire i propri desideri (pur sapendo che sono irrealizzabili); chi ha letto James Graham Ballard e Kurt Vonnegut.

 

Venerdì 27 agosto – ore 20:30
Castello Volante – Corigliano d’Otranto
Ingresso libero fino a esaurimento posti

Manuela Antonucci
Murene
Italo Svevo Edizioni

«Da Taranto fino a Nardò non c’è nulla, c’è l’Arneo», scriveva Vittorio Bodini dell’agro salentino dove, negli anni Cinquanta, i contadini si organizzarono per prendersi la terra a cui avevano diritto. Furono picchiati e arrestati dalle forze dell’ordine, le biciclette, il loro unico bene, bruciate, ma l’Arneo, fino a quel momento escluso dalla Storia, divenne materia viva, e qui fa da sfondo alle vicende di due generazioni che là hanno vissuto e lottato. Nino, che sogna di costruire il falò più alto che si sia mai visto, la Pietra, maciara che toglie l’affascino, Tonino, pescatore di murene; e poi i giovani: Salvatore, Maria, Liberata. In mezzo c’è l’Anna, che sparisce mentre sta raggiungendo i compagni nei campi. Un decennio dopo, il ritrovamento del suo anello riporterà alla luce quel mistero, rivelando l’anima più nascosta dei compaesani in un Sud tagliato fuori dalle cartoline, dove appunto «non c’è nulla, c’è l’Arneo».

«Prendila se hai coraggio», gridò la Ndata, ma Peppino, sulle prime, ascoltò la sua voce solo come un’eco. Si spostò per osservare la scena da vicino e lì vide la folla infervorata, che gridava. «Prendila!», insisteva la compagna, sfidando a petto in fuori il maresciallo Cacciatore, e una schiera di gendarmi in posizione, con i mitra tra le mani. Lì in mezzo alle sue minne consacrate spuntava la bandiera del partito.

Manuela Antonucci è nata a Copertino nel 1983, ma ha vissuto in diverse città: Roma, Lisbona, San Paolo e Barcellona. Negli ultimi anni si è occupata soprattutto di narrazioni audiovisive per una casa di produzione spagnola. Murene è il suo romanzo d’esordio.

 

Info

3331803375 – www.seifestival.it

#seifestival #wecanbeheroes

Facebook – Instagram @SeiFestival