LA MALASORTE: BISOGNA SAPER USCIRE DALLA PROPRIA COMFORT ZONE SENZA RESTARE “COMODI”

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Sabato 21 agosto, prima del concerto di TuttiFenomeni, sul palco del Sei Festival salirà il duo hip-hop salentino La Malasorte (Ingresso 13 euro – Prevendite nel circuito Dice.fm -> http://bit.ly/SEI_TuttiFenomeni), nato nel 2019 dall’incontro tra il rapper Proofeta (Pierluigi Conte) e la cantante LaMush (Claudia Giannotta). Tra la primavera e l’estate del 2020 i due artisti pubblicano i tre singoli, Blu, Verde e Rosso, racchiudendo in questa trilogia cromatica il loro primo Ep RGB, distribuito su tutte le piattaforme digitali da Artist First. RGB è un lavoro autoprodotto e indipendente nato e registrato nello studio di Via Z. Il sound è un connubio di due generi che derivano dal background eterogeneo delle due menti: il rap e la world music. Il risultato è un sound sospeso tra il dream pop e il cantautorato italiano pieno di colori freddi e di sfumature sonore tutte da ascoltare. Nel Febbraio 2021 viene pubblicato il singolo Alta Marea di Gaston, brano che vede la partecipazione del duo salentino, oltre agli artisti Pietro Neos e Valeria Capocello, restituito poi al pubblico con una live session il 15 Aprile 2021. Oltre a questa collaborazione, La Malasorte conferma la sua dinamicità artistica collaborando con Mu.Fu (Musica del Futuro), collettivo underground di giovani rapper, cantanti e produttori leccesi, apportando il loro contributo nei brani No Fuffa, Himalaya e Love Manifesto (presto in uscita). Il 10 Giugno 2021 è uscito il un nuovo singolo, Comodi.


Com’è stato portare la vostra musica sul palco per la prima volta?

È una dimensione completamente diversa, perché finché sei tu davanti al microfono a condensatore che è uno schermo te la vivi in un modo, ma quando di fronte hai decine di persone che stanno lì per ascoltarti e hanno la loro attenzione su di te, hai quasi la responsabilità di far sentire e percepire quello che stai cantando tanto quanto lo stai percependo tu. 

Con “Comodi” c’è stata un’evoluzione del sound e dello stile rispetto alle precedenti canzoni. È stata una scelta voluta?

Comodi non è un altro punto di partenza di una naturale evoluzione che può continuare ancora. Puntiamo ad avere un progetto che abbia un percorso pensato e sempre più maturo. Tutto questo è appena iniziato, si sta evolvendo, ma ancora non ha raggiunto la sua piena espressione..e chissà se la raggiungerà mai.

Com’è nata l’idea del concept cromatico di “RGB” (EP contenente Rosso, Blu e Verde)?

In realtà un po’ a cazzo. Avevamo questi tre pezzi molto sconnessi tra di loro che ad un certo punto abbiamo sentito l’esigenza di tirare fuori e serviva qualcosa che li legasse visto che non raccontavamo di nulla e avevamo zero input perché chiusi in casa per la pandemia. Stavamo raccontando un mood e ci sembrava il modo migliore per esprimerlo. Una sinestesia di emozioni e colori.

Voi fate parte anche di un altro progetto, MuFu: quanto ha influito questo progetto?

Tantissimo. Con loro c’è un approccio bellissimo che è quello dell’improvvisazione che al tempo stesso ti responsabilizza e ti alleggerisce.

Si fa musica insieme e si fa un ascolto collettivo mentre si suona, ed è un modo di fare musica completamente differente di chi scrive da solo nella stanzetta.