L’ ALLEGORIA DELLA VITA NELLA MUSICA DI ANDRIOLI & NIGRO

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Venerdì 11 settembre il Sei Festival ha ospitato nella terrazza del Castello Volante di Corigliano d’Otranto  Cosa sono le nuvole” con la cantante Rachele Andrioli e il fisarmonicista Rocco Nigro. Il sodalizio artistico nato dieci anni fa, traccia un percorso ben preciso, una successione di arie popolari, di omaggi a voci femminili e di brani inediti. Si sale, un salto dopo l’altro, dalla musica tradizionale del Sud Italia alla canzone popolare Italiana (Matteo Salvatore, Rosa Balistreri, Gabriella Ferri, Domenico Modugno) e del mondo (Edith Piaf, Amalia Rodriguez, Chavela Vargas). I due giovani autori e interpreti lavorano a una proposta con tratti innovativi, tra un ben radicato ramo salentino e una dimensione decisamente nuova, tra “world music” e nuove “sensibilità musicali” contemporanee. 

State animando i plachi con “Cosa sono le nuvole”, spettacolo ispirato al celebre lavoro di Pasolini e Modugno. Che cosa racchiude/rappresenta questo percorso musicale?

Rachele: Il nostro è un percorso nato molti anni fa. Nel tempo ciò che ci ha ispirato ha permesso di accogliere consapevolezze più ampie per quanto riguarda la musica popolare e quella d’autore, facendo da tappeto alla nostra voglia di interpretare oggi ciò che in passato racchiudeva un significato attuale. Le nuvole non hanno fissa dimora, basta guardarle, fotografare quell’attimo perché un soffio di vento le porti via, le sposti in un altro luogo a guardare giù muoversi il mondo. “Cosa sono le nuvole”, come nel nostro caso, si ispira all’allegoria della vita, all’abbandono dell’approfondimento ideologico per incontrare la dimensione poetica, nel modo più surreale e romantico possibile. È così che il nostro percorso rappresenta, appunto, un itinerario a mezz’aria. 

La tradizione è un elemento portante del vostro progetto. Qual è l’importanza di essa? 

Rachele: La musica tradizionale, così come viene messa a disposizione della società oggi attraverso archivi, registrazioni degli anni 50, libri, testimonianze, concerti nelle piazze, è un regalo prezioso che noi salentini sappiamo custodire, e, perché no, a volte destrutturare centinaia di volte prima di ricostruire. Ci piace pensare che ci sia ancora molto su cui lavorare per restituire alla nostra tradizione una dignità nuova, per rinnovare questo ciclo magico di musica e stati d’animo. Per ringraziare il momento fortunato di questa nostra terra.

Rachele Andrioli e Rocco NigroLa vostra musica è una proposta con tratti innovativi, tra “world music” e nuove “sensibilità musicali” contemporanee. Qual è il processo creativo che sta dietro ad un percorso “innovativo”?

Rocco: L’essenzialità è alla base del nostro modo di pensare e fare musica. quando prendiamo un brano tradizionale e lo reinterpretiamo, ci facciamo condurre dal brano stesso cercando le sfumature nascoste nella linea melodica. Nella creazione, di solito, Rachele si occupa del testo e della melodia e io creo il vestito musicale. Ma non è sempre così. Così come la natura del duo impone, cerchiamo di dare risalto al dettaglio, spesso lavorando per sottrazione, e evitando gli abbellimenti che a nostro avviso distoglierebbero l’attenzione dall’essenzialità da cui siamo partiti.

Nei vostri tre album – Maldimè, Malìe e Maletiempu – sono presenti sia brani inediti che rivisitazioni dei grandi artisti della canzone popolare Italiana (Matteo Salvatore, Rosa Balistreri, Gabriella Ferri, Domenico Modugno) e del mondo (Edith Piaf, Amalia Rodriguez, Chavela Vargas). Come avete selezionato gli autori da reinterpretare nel vostro percorso musicale?

 

Rachele: La scelta è stata a dir poco semplice.
Da una parte, in qualche modo entrambi eravamo influenzati da ascolti di questo genere e ce ne nutrivamo. Dall’altra ci accompagnavano nella selezione e nella scelta della nostra direzione musicale proprio gli artisti citati, per moltissime ragioni, musicali e solciali. Per fare solo un esempio, questi artisti unici, italiani e non, hanno in comune il fatto di poterti entrare nello stomaco con prepotenza fin dalla prima nota, dalla prima parola usata come bandiera di un tempo rivoluzionario.

L’ultimo album, Maletiempu, è uscito nel 2018. È in cantiere la produzione di un nuovo disco? Quali sono i vostri progetti futuri?

Rocco: Abbiamo portato e presentato i nostri tre dischi soprattutto all’estero con innumerevoli concerti e buoni numeri di vendita nei live. Per ora non abbiamo un nuovo album in cantiere ma qualcosa bolle comunque in pentola.. pensiamo alla produzione di uno spettacolo assieme ai giochi di ombre, saremo coinvolti da una compagnia di danza nella creazione di un balletto con le nostre musiche in scena e tante altre cose.

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Nel mese di settembre al Castello Volante di Corigliano d’Otranto proseguono – grazie al sostegno della Programmazione Puglia Sounds Live 2020/2021 della Regione Puglia (FSC 2014/2020 Patto per la Puglia – Investiamo nel vostro futuro) – gli appuntamenti musicali e culturali della quattordicesima edizione del SEI festival, ideato, prodotto e promosso da Coolclub, con la direzione artistica di Cesare Liaci.

#pugliasoundsplus #weareinpuglia

Video ed Intervista a cura di CristiAna Francioso