GLI ETERNI RITORNI DEL NUOVO DISCO “MALEDETTI RITORNELLI” DI CRISTIANA VERARDO

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Venerdì 6 agosto, dalle 22 nell’atrio (ingresso 15 euro – biglietti nel circuito Dice bit.ly/SEI_Benvegnù) doppio concerto –  che rientra nella Programmazione Puglia Sounds Live 2020/2021 della Regione Puglia (FSC 2014/2020 Patto per la Puglia – Investiamo nel vostro futuro) – con Cristiana Verardo e Paolo Benvegnù. La cantautrice salentina presenterà i brani di “Maledetti ritornelli”, nuovo lavoro discografico prodotto da G-ROdischi e distribuito da Believe. Il disco, prodotto da Filippo Bubbico, è il risultato di un lungo percorso di ricerca segnato da esperienze e incontri che hanno condotto l’artista ad acquisire nuove consapevolezze musicali. Nel suo sound ricco di sfumature si incontrano e si sintetizzano linguaggi musicali che creano una fusione tra le strutture tipiche della tradizione cantautorale italiana e le esperienze della world e del pop, ricercando un prodotto musicale trasversale e d’ampio respiro. Prima del concerto la serata prenderà il via alle 20:30 sulle terrazze con la presentazione dei due volumi “B-side. L’altro lato delle canzoni” (Arcana edizioni) della scrittrice e critica musicale Doriana Tozzi, direttrice di I Think Magazine e collaboratrice di Rockit, Rumore e L’Isola che non c’era.

Lo scorso maggio è uscito il tuo nuovo album Maledetti ritornelli, anticipato dal singolo omonimo qualche settimana prima. Il disco, composto da otto tracce, risulta dinamico e poliedrico, pieno di ospiti con le proprie influenze. C’è un filo conduttore tra i brani?
Non lo so, non me lo sono mai chiesto. Credo di sì,  banalmente il filo conduttore è la mia voce.
Maledetti Ritornelli è molto più di un disco o di una canzone, infatti tutto il concept parte con il documentario omonimo girato insieme al cantautore Gnut. Parlaci di questa esperienza.
È stato tutto premeditato. Mi piaceva l’idea di lavorare con questo artista con cui sentivo delle affinità molto potenti e ad oggi posso dire di non essermi sbagliata. Così l’ho contattato e il nostro primo incontro è avvenuto sotto lo sguardo della camera, non ci eravamo mai visti prima delle riprese del documentario, tutto è stato naturale e disinvolto. In tre giorni abbiamo scritto la nostra canzone “Maledetti ritornelli” che è la title track dell’Album. Il documentario è stato prodotto da Teresia Film con il sostegno di Puglia Sounds producer 2020/2021.
Due musicisti, due mondi a sé con esperienze diverse davanti ad un foglio bianco… quali sono state le difficoltà riscontrate durante il processo creativo del brano Maledetti Ritornelli?
Non abbiamo avuto particolari difficoltà, eravamo quasi sempre d’accordo sulle proposte musicali e testuali che via via venivano fuori da entrambi. Solo in un momento abbiamo avuto la necessità di stare “da soli” senza lo sguardo della telecamera e li credo siano venute fuori le cose più belle , forse perché la composizione ha bisogno di solitudine.
Nel tuo disco ritroviamo molte collaborazioni. Come hai scelto gli artisti ospiti del tuo disco?
Prima ha lavorato la mia immaginazione, ho immaginato il suono dei singoli artisti per ogni singola canzone. Ogni brano ha un organico diverso, è sicuramente un disco eterogeneo, ci sono tanti cuori e tanti background, influenze diversi. Questo disco me lo immagino come una grande tavolata in famiglia, il giorno di Natale.
Maledetti ritornelli parla di cicli, di cose che ritornano, pensieri costanti e insistenti… qual è il tuo “maledetto ritornello”? A cosa ritorni sempre?
Nella mie giornate ne conto tantissimi, da appena sveglia fino a che non vado a dormire e a volte non mi abbandonano nemmeno nei sogni. Per quanto mi riguarda ne farei serenamente a meno, i miei maledetti ritornelli mi offuscano la vista, sono prepotenti, si mettono in mezzo anche quando davanti mi si palesano situazioni di bellezza, anche in quei momenti sono li, sono degli impiccioni prepotenti.
Il claim della quindicesima edizione del Sei Festival è #wecanbeheroes. Come credi che un artista possa essere un eroe in questo periodo?

In questo periodo storico riuscire a mantenere la propria integrità, la propria verità, mantenere il focus credo sia un estremo atto di coraggio per un artista.